< Coronavirus, le voci digitali: Arek da Varsavia - Tra me & Tech
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Arek, 28 anni, vive e lavora a Varsavia. È un avvocato e ci manda un video (in inglese) dove racconta come stanno vivendo a Varsavia il lockdown per Coronavirus. Secondo il registo ndell’AIRE aggiornato nel 2018, in Polonia vivono circa 6300 italiani.

La voce digitale: Arek da Varsavia

In Polonia oltre 600 infettati e 8 morti

Viso tirato e preoccupato, Arek dice che in poche parole la situazione nel suo paese inizia a farsi drammatica. Al momento del video (22/03/2020 ore 20,39) gli infettati erano oltre 600 cittadini e sette i morti (oggi sono 8). Si chiede se le cose potrebbero peggiorare e prendere una brutta piega come è successo in Italia. Si risponde che onestamente non ne ha idea. Arek cerca di stare in casa e uscire solo se è necessario e attenersi alle regole e ai consigli dell’Oms.

Si esce solo per la spesa e portare fuori il cane

Tutto è chiuso. Le attività commerciali non essenziali sono sospese e la vita sociale è limitata ai contatti più stretti. Nel mese di maggio si dovrebbero tenere le elezioni presidenziali e questa situazione crea forti tensioni politiche. Tutte le forze politiche hanno infatti sospeso tutte le campagne e i meeting.

Arek ci dice che le sue uniche attività durante la giornata sono lavorare al computer da casa sua e uscire con il suo cane per qualche minuto senza allontanarsi troppo dal suo appartamento. Le uniche attività commerciali funzionanti sono i supermercati alimentari e le farmacie.

Istruzione continua ma solo online

Tutte le università, le scuole, i cinema, i musei e i teatri sono chiusi, come ormai quasi in tutti i paesi colpiti dal Coronavirus. «In generale qui a Varsavia la gente si sta comportando bene. Segue le regole e le restrizione imposte per protezione della salute», spiega Arek.

L’istruzione delle scuole e delle università sta continuando “virtualmente”, ovvero coma da noi, attraverso le piattaforme multimediali. Le disposizione del Governo iniziano a essere restrittive e tutti i cittadini sono invitati a restare in casa e a uscire solo per casi di comprovata necessità.

La compagnia di bandiera polacca, in accordo con il Governo, ha pianificato voli speciali per cercare di rimpatriare i cittadini polacchi sparsi in giro per il mondo.

Arek chiude invitando tutti di avere pazienza e a perdersi cura di noi stessi e dei nostri cari.

Take care and stay at home.

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Elisabetta Pina
Giornalista professionista, fotografa e social media manager. Cofondatrice di Fattore K Lab, studio digitale di comunicazione.

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