< Coronavirus: la voce digitale di Vincenzo da Madrid - Tra me & Tech
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La situazione nella vicina Spagna inizia a farsi drammatica. Il numero dei morti cresce – ieri è stata superata la soglia delle 4000 vittime. Ecco che cosa ha raccontato Vincenzo, architetto milanese, trasferito a Madrid con la famiglia, sulla situazione della capitale spagnola  un paio di giorni fa al telefono in tarda sera a Tra Me & Tech.

Le voci digitali: Vincenzo da Madrid

«Settimane di spensierata leggerezza»

La situazione qui davvero non è positiva. A quanto pare, dopo un primo periodo di scetticismo sulla portata reale del virus, i miei concittadini hanno cominciato a prendere sul serio la situazione, cominciando a rispettare le indicazioni e le restrizioni del governo, dopo settimane di “spensierata leggerezza ed incoscienza”…

Madrid

La Spagna ieri ha superato i 4mila morti per Coronavirus

«Lavorando con la Cina sapevo che il Covid-19 sarebbe arrivato anche a Madrid»

Purtroppo la sensazione è che ci siamo mossi tutti un po’ in ritardo, la popolazione come le istituzioni. Uno dei problemi più grandi è l’assenza di strumenti idonei per la protezione del personale sanitario. Ho amici che lavorano in ospedale e purtroppo ci raccontano di grosse difficoltà e imminente collasso delle strutture.

Lavoro da mesi con clienti dalla Cina e avevamo capito che, in un modo o nell’altro, il Covid-19 sarebbe arrivato anche qui. Costa tanto accettare il grave errore commesso nel credere che il virus non si sarebbe diffuso in Europa, ma tant’è…

«Il silenzio è rotto solo dal suono della ambulanze»

Il silenzio anormale che si ascolta nelle strade è purtroppo interrotto troppo spesso dalle sirene delle ambulanze perché siamo nella fase crescente del contagio. Stiamo limitando tutte le uscite inutili, usciamo solo per veloci commissioni.

Abbiamo provato a ordinare la spesa per telefono e passare solo per ritirarla, ma ora giustamente, la prenotazione e la consegna a domicilio è prioritaria per chi ha problemi fisici a uscire di casa e agli anziani.  Inoltre le piattaforme online tipo Amazon non riescono a coprire il servizio a tutti.

«Era un’occasione imparare dalla Cina e invece…»

Sembra che il virus corra velocissimo e non vuoi sentirti responsabile di contagio a persone anziane che si possono incontrare per caso… Loro costituiscono quasi l’80% delle persone che stanno soffrendo e morendo in Spagna! Insomma credo che ci siamo fatti scappare un’occasione per dimostrare che potevamo apprendere tanto dalla Cina e, invece, non abbiamo prestato molta attenzione a quello che stava accadendo… Ci sembrava qualcosa di molto lontano!

«Non sono negativo e faccio il tifo per noi e per l’Italia, ce la possiamo fare!»

La preoccupazione per mia figlia e mia moglie si aggiunge a quella per i cari in Italia e per l’Italia intera, da fuori ci si dimentica le mancanze e ti ricordi sempre le cose positive del tuo paese…

L’Italia in questo momento è diventato il nostro specchio. Ci si basa moltissimo su ció che sta succedendo da voi per capire cosa succederà qui. Devo ammettere che negli ultimi due giorni ci solleva sapere che ci sia un positivo decrescere dei casi italiani. Questo dev’essere un grande stimolo per capire che forse le misure adottate, come questo duro isolamento domiciliare, possano servire per poter ridurre i contagi. Da Madrid vorrei mandare tanta forza, dobbiamo ricordarci che con un’unità di intenti ce la possiamo fare!».

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Elisabetta Pina
Giornalista professionista, fotografa e social media manager. Cofondatrice di Fattore K Lab, studio digitale di comunicazione.

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