Da Cook a Ternus, il perché della svolta di Apple

da | 21 Apr 2026

Era il momento, ed era atteso: Apple passerà da Tim Cook a John Ternus il 1° settembre, e l’annuncio era stato preparato da tempo. L’obbiettivo era quello di far passare il cinquantesimo anniversario dell’azienda prima di procedere. Considerando che Cook a 65 anni può andare in pensione, pur mantenendo la carica di Direttore Esecutivo, ovvero di colui che continuerà e gestire le relazioni ad alto livello di Apple. ;’arrivo del nuovo CEO segna dunque un punto importante, ecco perché.

La nuova era di Apple

Tim Cook è stato l’uomo che ha saputo gestire l’eredità di Steve Jobs: lascia dopo 15 anni da CEO e dopo aver messo in sicurezza l’enorme cassaforte di Cupertino. In valore di mercato della Mela è passato da circa 350 miliardi a 4.000 miliardi di dollari e i ricavi annui sono saliti da 108 miliardi nell’esercizio 2011 a oltre 416 miliardi nell’esercizio 2025. Sotto la sua guida, l’iPhone ha consolidato la fascia alta degli smartphone e i servizi sono diventati una componente centrale del business.

Questo è il punto: i servizi hanno portato ad essere Apple più ricca di denaro, ma più povera di idee rivoluzionarie. Una scelta forse necessaria ma che ha causto il sorpasso dei competitor vecchi e nuovi, soprattutto in materia di intelligenza artificiale. Cook ha difeso la sia azienda strenuamente, anche venendo (un po’ troppo) a patti con l’amministrazione Trump. E’ chiaro però che ora è il momento di rilanciare la visione. Di rendere Apple stessa una Next Big Thing.

Perché John Ternus

Ternus è in Apple dal 2001, ha 51 anni ed è un profilo tecnico più che finanziario, con una lunga esperienza su iPhone, iPad, Mac e sulla transizione a Apple Silicon. Bloomberg lo indicava da mesi come il favorito di Cook grazie alla sua capacità di mettere in dialogo design e ingegneria. Con lui la Mela sembra voler riportare il baricentro sul prodotto fisico e sull’integrazione dell’intelligenza artificiale nei dispositivi. I segnali della sua ascesa erano già arrivati all’inizio del 2026, quando gli erano state affidate anche responsabilità sul design e la presentazione di nuovi prodotti.

Il futuro

La nuova gestione comincerà dall’arrivo dell’iPhone 18 e di quello fold (che la guerra potrebbe far ritardare), però non è certo da questo che si capirà come Apple potrà svoltare. La concorrenza, come detto, è ampia e articolata. L’ecosistema chiuso è ormai sotto attacco da più fronti da parte delle Authority interne ed esterne. Serve un nuovo colpo di genio: il Visore si è dimostrato un progetto troppo complicato, quell’auto è stato abbandonato. C’è da lavorare sullo sviluppo dell’AI e di andare alla ricerca di qualcosa che possa aprire una nuova era della tecnologia. Gli occhiali smart? Non basteranno. E allora?

E allora per il momento ci resta la curiosità di capire come Ternus imposterà lavoro e comunicazione. Perché, con l’addio di Tim Cook, si crea una generazione di distacco dal suo fondatore. E, per questo, si spezza definitivamente il cordone ombelicale che legava l’azienda in qualche modo a Jobs. Comincia quindi una nuova era: e la prima vera sfida di Appe sarà quella di rilanciare la propria immagine. Di tornare ad essere una Mela da morsicare.

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