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Un’altra voce digitale si aggiunge alla nostra iniziativa. Ecco Chiara che ci racconta la situazione in Danimarca, dove vive. Nel Paese è stato deciso il lockdown, ma ancora è possibile fare vita sociale in gruppi al massimo di 9 persoone.

Le voci digitali: Chiara dalla Danimarca

Chiuso tutto ma quasi

Riapertura dopo Pasqua

Come ha rilevato un articolo del Foglio, il governo danese è intervenuto per supportare persone e aziende pagando il 75 per cento degli stipendi fino a un massimo di 30 mila corone (circa 4000 euro), mentre il resto rimane a carico dei datori di lavoro.

La premier, la socialdemocratica Mette Frederiksen, ha fissato una data di riapertura ed è stata la prima in Europa a farlo:  entro Pasqua la Danimarca riaprirà. “Ci  sono prove crescenti che il nostro paese è riuscito a rallentare l’infezione”, ha detto il primo ministro che poi ha cercato di spiegare a grandi linee quali sono le premesse per la ripartenza. Ovvero che si riaprirà a scaglioni e si dovrà stare a distanza.

La Danimarca, ci spiega Chiara, non ha fatto un numero alto di tamponi. Comunica solo il numero delle persone ricoverate in ospedale e quelle decedute. Mentre a chi è solo con qualche sintomo è richiesto di non chiamare il medico per non ingiolfarev il sistema sanitario. E di curarsi da solo, a meno che le condizioni non si aggravino.

 

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Marco Pietro Lombardo
giornalista appassionato di tutto quanto fa tecnologia, caporedattore del quotidiano Il Giornale

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