[featured-video-plus]

Cancellare le email può salvarci dalla siccità?

da | 19 Ago 2025

Negli ultimi giorni un consiglio del National Drought Group britannico ha fatto sorridere e discutere. Ovvero: cancellare le vecchie email per aiutare a combattere la siccità. L’idea nasce dal fatto che i data centre, che immagazzinano miliardi di messaggi e file, hanno bisogno di energia (e a volte acqua) per funzionare. Ma uno studio pubblicato da techUK e riportato dal Telegraph ha chiarito che questa connessione è debole e in gran parte fuorviante. Ecco perché.

Email e siccità: quanta acqua consumano i data centre?

Secondo la ricerca, la maggior parte dei data centre in Inghilterra utilizza sistemi di raffreddamento “waterless”. L’acqua impiegata non viene prelevata continuamente dall’esterno ma riciclata al loro interno, riducendo drasticamente il consumo. Al punto che molti data centre consumano meno acqua di un hotel o di un centro sportivo. In questo scenario, le email archiviate influiscono in maniera marginale, quasi irrilevante.

Luisa Cardani, responsabile dei data centre di techUK, ha spiegato che cancellare messaggi o foto «non cambia praticamente nulla» in termini di risparmio idrico. Mentre le attività più impattanti sono quelle legate a applicazioni di intelligenza artificiale e contenuti multimediali ad alta intensità di calcolo. Anche Edward Galvin, analista di DC Byte, ha confermato: le email sono una delle applicazioni meno “affamate” in termini di risorse.

Attenzione però: il problema dell’AI è reale

Questo non vuol dire che il digitale non abbia un impatto ecologico. Un recente studio dell’Università della California ha calcolato che l’uso di modelli di intelligenza artificiale come ChatGPT può consumare fino a 2 litri d’acqua ogni 10-50 richieste, a causa della potenza di calcolo necessaria per funzionare.

Se eliminare vecchie email non serve, cosa può fare concretamente un utente per essere più “green”? Ecco alcuni comportamenti utili:

  • Ridurre lo streaming ad altissima definizione quando non strettamente necessario.
  • Limitare il backup di file inutili su cloud pubblici.
  • Scegliere servizi digitali che dichiarano l’uso di energie rinnovabili.
  • Ricordare che l’uso dell’intelligenza artificiale è più energivoro di una semplice mail.

Conclusione: le email non seccano i rubinetti

Il messaggio è chiaro: non sono le email a minacciare l’acqua del pianeta. Come spiega lo studio riportato dal Telegraph, la vera sfida riguarda le nuove tecnologie ad alta intensità di calcolo e la crescita dei data centre su larga scala. Il futuro della sostenibilità digitale passa quindi da scelte politiche, energetiche e industriali più mirate, non dal vuotare le nostre caselle di posta.

0 commenti
Tra me & Tech
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie per consentirci di offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser per riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.