L’intelligenza artificiale generativa entra per la prima volta in modo strutturato nella formazione di ottici e optometristi. Questo grazie a un progetto pionieristico dell’Istituto Zaccagnini – IBZ, scuola di riferimento con sedi a Bologna e Milano. L’istituto ha siglato un accordo con AskLea, piattaforma di AI progettata specificamente per la didattica, integrando un sistema avanzato di tutoring digitale all’interno dei corsi abilitanti alla professione socio-sanitaria di Ottico e di Ottico Optometrista.
Questa scelta si inserisce in un percorso di continua innovazione metodologica e tecnologica. L’obiettivo è di migliorare la qualità dell’apprendimento, rendere lo studio più efficace e allineare la preparazione degli studenti alle sfide di un settore in rapida evoluzione.
Come funziona AskLea nei corsi di ottica e optometria
Il Comitato scientifico dell’Istituto Zaccagnini ha progettato, insieme alla piattaforma AskLea, un servizio di tutoring e coaching online che ribalta il classico approccio passivo spesso associato all’AI. Il sistema non “fa i compiti” al posto dello studente, ma agisce come un docente virtuale. Ovvero spiega gli argomenti, supporta nello svolgimento degli esercizi e guida nella ricerca delle informazioni e delle fonti, in modo simile a una lezione privata individuale.
La chiave è l’active learning: lo studente deve ragionare, argomentare, riformulare concetti, non limitarsi a copiare risposte generate dall’algoritmo. Quando l’utente pone una domanda, l’intelligenza artificiale rimodula il contenuto e aiuta a capire i passaggi necessari per arrivare alla risposta corretta. Chiedendo spiegazioni, suggerendo collegamenti e favorendo la costruzione di un metodo di studio.
Un tutor digitale che si adatta al livello dello studente
Come spiega Lucrezia Gilardoni, direttrice della sede di Milano dell’Istituto Zaccagnini, AskLea è pensata sia per chi deve colmare lacune sia per chi punta al voto massimo. L’AI adatta il proprio comportamento al livello e agli obiettivi dello studente attraverso un’interazione dinamica: se emergono incertezze, semplifica, scompone il problema in step più piccoli e guida passo dopo passo. Se invece riconosce una preparazione avanzata, aumenta la complessità delle domande e stimola collegamenti tra concetti.
In questo modo la piattaforma diventa un vero coach personalizzato, in grado di favorire un ragionamento sempre più autonomo e approfondito, elemento cruciale in discipline tecniche e cliniche come Ottica e Optometria. Ciò permette anche di differenziare l’esperienza di apprendimento all’interno della stessa classe, senza gravare ulteriormente sul carico didattico dei docenti.
Disponibile sempre, in tutte le lingue e senza limiti
Uno dei punti di forza del sistema è la disponibilità continua: il tutor digitale è accessibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza limiti di utenti contemporanei. Questo aspetto risponde alle esigenze organizzative degli studenti-lavoratori o di chi deve conciliare studio, tirocinio e impegni personali, tipici dei percorsi professionalizzanti.
AskLea supporta più lingue, non solo l’italiano, rendendo più agevole lo studio di materiali internazionali e l’utilizzo di terminologia tecnica in inglese, sempre più richiesta nel settore dell’optometria. Inoltre, il fatto di poter fare domande in un contesto “protetto” aiuta gli studenti più timidi, che in classe potrebbero esitare ad ammettere di non aver compreso un argomento. Favorendo così l’inclusione e riducendo l’ansia da prestazione.
Dal supporto ai contenuti al metodo di studio
La tecnologia non si limita a chiarire dubbi ma aiuta a costruire un vero metodo di studio, elemento centrale anche nelle più recenti linee guida internazionali sulla didattica digitale. Attraverso domande mirate, il sistema guida lo studente nella riorganizzazione dei concetti, nella creazione di schemi e mappe concettuali. E nell’uso corretto della terminologia tecnica tipica dell’ottica e dell’optometria.
Alla fine di ogni sessione, gli studenti ricevono un feedback sui propri punti di forza e sulle aree da potenziare, orientando meglio il lavoro successivo. L’AI non propone contenuti preconfezionati, ma lavora sul linguaggio dello studente, spingendolo a rielaborare e approfondire gli argomenti. Questo secondo un modello che evita il rischio del “copia e incolla” e supporta lo sviluppo dello sforzo cognitivo personale.
Cosa dicono gli studi su IA e apprendimento
L’impostazione scelta dall’Istituto Zaccagnini è coerente con i risultati delle ricerche più recenti sul rapporto tra IA e apprendimento. Studi citati nel rapporto OECD Digital Education Outlook 2026 evidenziano che quando l’intelligenza artificiale si sostituisce al lavoro attivo dello studente, la capacità di ricordare e comprendere i contenuti peggiora in modo significativo.
In uno studio condotto negli Stati Uniti su studenti universitari, solo una piccola percentuale di chi aveva scritto un elaborato con l’aiuto diretto di un chatbot ricordava i contenuti poco dopo, contro quote molto più alte tra chi aveva lavorato senza IA, usando solo motori di ricerca. Lo stesso rapporto segnala però benefici cognitivi concreti quando l’AI viene usata in un contesto di active learning, esattamente come nel modello AskLea implementato da IBZ.
Gli studenti italiani e l’uso dell’AI
Anche i dati italiani confermano quanto l’argomento sia attuale: secondo il 59° Rapporto Censis, il 72% degli studenti della scuola secondaria di secondo grado utilizza strumenti di IA per lo studio, i compiti o nella vita personale. Una ricerca del think tank Tortuga, in collaborazione con Yellow Tech, rileva che uno studente su tre usa l’IA almeno una volta a settimana e oltre uno su quattro la utilizza ogni giorno.
Queste statistiche mostrano quanto sia urgente proporre modelli d’uso responsabili e orientati all’apprendimento attivo, soprattutto in percorsi professionalizzanti dove la qualità delle competenze ha un impatto diretto sulla futura attività clinica e sul rapporto con il paziente. L’iniziativa dell’Istituto Zaccagnini si inserisce proprio in questo contesto, offrendo un esempio concreto di integrazione consapevole dell’IA nella didattica per le professioni sanitarie.
Questo progetto prosegue una tradizione di innovazione che ha già portato IBZ a collaborare con l’Aston University di Birmingham per la realizzazione, nel 2014, dell’unico corso di laurea sanitaria inglese “BSc in Optometry and Clinical Practice”. Dal 2022, inoltre, l’Istituto ha avviato una piattaforma didattica ibrida con lezioni in presenza, in streaming e in differita, accessibili da qualsiasi dispositivo. Affiancate da guide tematiche online e tutoring personalizzato: l’integrazione dell’IA generativa è il passo successivo naturale di questo percorso.





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