Apple: “Privacy a rischio in Gran Bretagna”

da | 7 Ago 2025

Apple si è scagliata contro la Competition and Markets Authority (CMA) del Regno Unito, accusando il regolatore di minacciare la privacy e la sicurezza degli utenti iPhone con nuove regole pensate per spezzare il “duopolio” sui marketplace delle app. Le misure, che potrebbero entrare in vigore a partire da ottobre dopo una consultazione pubblica, puntano a ridurre lo strapotere del colosso statunitense (e di Google) sulle piattaforme mobili. Imponendo maggiore apertura verso la concorrenza.

Apple, l’antitrus e la privacy in Gran Bretagna

La CMA ha proposto di designare Apple e Google come aziende con “status di mercato strategico” secondo il Digital Markets, Competition and Consumers Act 2024. Questa etichetta consente alla CMA di imporre regole vincolanti su vari aspetti critici delle piattaforme mobili:

  • Più trasparenza nell’approvazione delle nuove app e nei criteri di classificazione sugli store digitali.
  • Accesso facilitato dei concorrenti ai dati e alle funzionalità (ad esempio wallet digitali).
  • Possibilità per gli sviluppatori di offrire ai clienti modi alternativi di pagamento, evitando così le alte commissioni imposte dalle piattaforme (fino al 30% attraverso l’App Store di Apple).
  • Maggiore facilità nel trasferire dati tra dispositivi Apple e Android, e opzioni per app store alternativi (su cui la CMA però rimanda a nuove consultazioni nei prossimi mesi).

Le critiche di Apple

Secondo Apple, queste riforme “minano la privacy e la sicurezza” degli utenti obbligando l’azienda a condividere dati sensibili e tecnologie con la concorrenza. Cosa che potrebbe includere giganti come Meta (Facebook). La società sostiene che:

“Le regole allo studio nel Regno Unito comprometterebbero le tutele di sicurezza e privacy per cui i nostri utenti ci scelgono, ostacolerebbero la capacità di innovazione e ci costringerebbero a regalare la nostra tecnologia gratis alle aziende straniere”.

Apple ha inoltre espresso il timore che la posizione del Regno Unito possa seguire il recente “giro di vite” dell’Unione Europea. Che ha già imposto a Apple di aprire l’App Store ad alternative e di condividere dati con le terze parti.

La replica della CMA e di Google

La CMA ribadisce che l’obiettivo non è abbassare gli standard di privacy, ma aumentare la concorrenza e tutelare lo sviluppo delle imprese digitali e dei consumatori britannici. “Quasi il 100% dei dispositivi mobile in UK gira su sistemi Apple o Google. Questa situazione limita la concorrenza, porta meno innovazione, meno scelta e costi più alti per utenti e sviluppatori” ha dichiarato Will Hayter, direttore per i mercati digitali della CMA.

Google, da parte sua, ha definito la decisione della CMA “deludente e ingiustificata”, sostenendo che ogni regolamentazione dovrebbe essere mirata, proporzionata e non ostacolare la crescita tecnologica nel Regno Unito.

Possibili scenari e prossimi passi

Se le proposte verranno confermate a ottobre, Apple e Google dovranno adeguare le regole dei rispettivi app store e dei sistemi operativi per rispecchiare le nuove direttive della CMA. Con il rischio di pesanti sanzioni (fino al 10% del fatturato globale in caso di violazioni).

Nel frattempo, il dibattito tra colossi tecnologici e regolatori si intreccia con forti pressioni politiche: una parte del Parlamento chiede interventi rapidi per favorire la crescita e limitare la burocrazia. Dall’altra, gruppi a difesa dei consumatori e sviluppatori puntano su maggiore apertura e trasparenza.cIl confronto resta quindi acceso e segnerà il prossimo futuro dell’ecosistema digitale non solo nel Regno Unito, ma in tutta Europa.

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