Android restringe il sideload delle app

da | 19 Giu 2026

Google avvia una nuova fase di controllo sulle installazioni esterne al Play Store, introducendo un sistema di verifica obbligatoria degli sviluppatori. Una misura che punta a ridurre la diffusione di app dannose e a rendere più trasparente l’origine dei software installati tramite store alternativi o sideload. Le novità entreranno in vigore gradualmente, con una prima attivazione prevista per fine settembre in alcuni Paesi selezionati, per poi estendersi a livello globale entro il 2027.

Avvio graduale in quattro Paesi

La prima fase del rollout partirà il 30 settembre e coinvolgerà Brasile, Indonesia, Singapore e Thailandia. In questi mercati Android inizierà a verificare l’identità degli sviluppatori delle app installate tramite store di terze parti. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare la sicurezza dell’ecosistema e impedire che soggetti malevoli possano distribuire software dannoso mantenendo l’anonimato.

Google ha già confermato che l’estensione globale è prevista “nel corso del 2027”, segno che il progetto è destinato a diventare parte integrante dell’esperienza Android.

Store coinvolti nella verifica

Il nuovo sistema controllerà le installazioni provenienti da diversi store ufficiali dei produttori, tra cui:

  • Honor App Market
  • Oppo App Market
  • Samsung Galaxy Store
  • Palm Store (Transsion)
  • V-Appstore (vivo)
  • GetApps (Xiaomi)

La verifica sarà attiva su dispositivi con Android 8 o versioni successive, sui quali verrà installato automaticamente il pacchetto “com.google.android.verifier”, inizialmente inattivo fino all’abilitazione nel Paese di riferimento.

Account per studenti e sviluppatori hobbisti

A luglio Google introdurrà una categoria di account dedicata a chi sviluppa app senza finalità commerciali. Questi profili:

  • non richiederanno documenti o costi di registrazione
  • permetteranno l’installazione delle app su un massimo di 20 dispositivi
  • offriranno un percorso semplificato per chi vuole sperimentare senza pubblicare su larga scala

Una soluzione pensata per non ostacolare la creatività e l’apprendimento, pur mantenendo un livello minimo di tracciabilità.

Installazioni non verificate: possibile, ma più complesso

Ad agosto arriverà una procedura che consentirà comunque di installare app non verificate anche nei Paesi dove la restrizione sarà attiva. Il processo sarà intenzionalmente articolato, con l’obiettivo di scoraggiare gli utenti meno esperti dal ricorrere al sideload senza consapevolezza dei rischi.

In questo modo Google mantiene formalmente la possibilità di installare app esterne, ma introduce un livello di controllo molto più elevato sull’identità degli sviluppatori, avvicinando Android a un modello più simile a quello di iOS.

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