New York denuncia i social per danni alla salute

da | 11 Ott 2025

La città di New York ha avviato un’azione legale contro alcune delle principali piattaforme social, accusandole di aver contribuito a una crisi di salute mentale tra i più giovani. La denuncia, depositata presso la Corte federale di Manhattan, si inserisce in un contesto più ampio di procedimenti federali già avviati da migliaia di enti pubblici e privati. Al centro del dibattito, l’impatto delle dinamiche digitali sull’equilibrio psicologico di bambini e adolescenti.

Una causa che coinvolge i big della tecnologia

Il procedimento legale coinvolge Meta (Facebook e Instagram), ByteDance (TikTok), Snap (Snapchat) e Google (YouTube). Secondo l’amministrazione cittadina, le piattaforme sarebbero progettate per sfruttare le vulnerabilità psicologiche dei giovani, incentivando un uso compulsivo dei servizi. L’obiettivo, secondo l’accusa, sarebbe quello di massimizzare i profitti a discapito del benessere degli utenti più fragili.

La denuncia, composta da 327 pagine, sostiene che le aziende abbiano agito con grave negligenza, generando un danno pubblico e sociale. Il Comune chiede un risarcimento per i costi economici e sanitari sostenuti a causa dell’impatto delle piattaforme sulla salute mentale dei minori.

Un contesto legale in espansione

New York non è sola in questa battaglia. La città si è unita a un procedimento federale già attivo presso il tribunale di Oakland, in California, dove sono state presentate oltre 2000 cause da parte di istituzioni, distretti scolastici e cittadini. Con una popolazione giovanile di circa 1,8 milioni di under 18, New York rappresenta uno degli attori più rilevanti in questa mobilitazione legale.

Indicatori di una crisi emergente

La denuncia evidenzia dati significativi: il 77,3% degli studenti delle scuole superiori e l’82,1% delle ragazze trascorrono più di tre ore al giorno davanti agli schermi. Questo comportamento è associato a disturbi del sonno, calo del rendimento scolastico e aumento di sintomi depressivi e ansiosi.

Già nel gennaio 2024, il commissario alla salute della città aveva definito i social media come una minaccia per la salute pubblica, sottolineando l’incremento di comportamenti a rischio. Tra questi, il fenomeno del “subway surfing” – la pratica di salire o aggrapparsi ai treni in corsa – è stato collegato alla viralità di alcune sfide online, con almeno 16 vittime registrate dal 2023, tra cui due ragazze di 12 e 13 anni.

Le prime reazioni

Al momento, l’unica risposta ufficiale è arrivata da YouTube. Un portavoce di Alphabet ha respinto le accuse, sostenendo che la piattaforma sia un servizio di streaming, non un social network destinato all’interazione tra utenti. Le altre aziende coinvolte non hanno ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche.

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